La micia di “Quei maledetti scarafaggi” è più furba

Ieri pomeriggio guardavo assieme ai figli di mia cugina il cartone “Quei maledetti scarafaggi”. È molto divertente.
Giusto ieri c’era anche la micia femmina nella puntata e al solito dispetto degli scarafaggi direi che ha reagito in maniera esemplare. Li ha catturati in un nanosecondo senza colpo ferire (mentre il protagonista gatto non c’e’ mai riuscito) e si e’ fatta aiutare a risolvere il guaio da loro combinato.
Una volta di più si dimostra il detto: noi donne se vogliamo siamo più furbe degli uomini.

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Abbandono di Foursquare

Dopo un’attenta e ponderata riflessione ho preso la ferale decisione di abbandonare Foursquare,  il social per la geolocalizzazione. Come mai? Si usa ovviamente solo con il telefonino e fin qui tutto bene.
Peccato che ultimamente fra problemi al server e pessima ricezione, non riesca quasi mai a fare il check-in. Mi son stancata.
Peccato, avevo parecchi follower.

I miei capelli

Dopo anni di incomprensioni e odio viscerale verso i miei capelli (non trovavo mai il taglio giusto, lunghi come mi piacerebbero non posso tenerli perché stanno male) ho finalmente il taglio che fa per me.
Il compromesso però finisce qui. Il mio mosso-ma-non-del-tutto e l’eccessiva reattività alle condizioni avverse (vedi nebbia che me li arriccia) fanno svanire la tregua.

Piccola riflessione sul dizionario interno del cellulare

Giorni fa il mio Samsung ha fatto l’aggiornamento automatico di sistema con il risultato che tutte le parole memorizzate sono andate perse. Poco male, pian piano le memorizzo di nuovo.
Quello che non capisco è con che razza di criterio questo dizionario interno è compilato. Volevo scrivere “gongoleranno” e lui mi corregge con “gondole ranno”. Ma che a…zzo di parola è? ?? Sei scemo dizionario interno??
Una volta mi togliero’ la soddisfazione di fare una frase con le parole a caso che mi suggerisce…

Picci

Prima sono scesa nella mia casina a sbrigare delle incombenze. Come al solito mi ha accolto il mio scoramento nel pensare al parquet che deve essere sistemato perché possa ordinare i mobili ed iniziare a mettere a posto. Ma mi ha accolto anche qualcun altro. Picci.
Ora è il mio gatto, ma prima apparteneva a Carla e a dirla tutta non andavamo poi così d’accordo. Era abbastanza selvatico, non si lasciava toccare, faceva gli agguati ai piedi e se lo guardavi negli occhi ti saltava addosso. Aveva anche la curiosa abitudine di sparire, a volte per giorni, in cima all’armadio, tanto che con Carla scherzavo sul fatto che avesse trovato il passaggio per Narnia.
Quindi è con un po’ di trepidazione che ho iniziato questa convivenza, non essendo convinta di come si sarebbe sviluppata.
C’è da dire che da quando è mio si è completamente trasformato: mangia un sacco, è diventato coccoloso, si lascia fare di tutto, le fusa sono costanti ed è un piacere guardarlo nei suoi splendidi occhi azzurri. Prima li ammiravo, mentre era bello spaparanzato sul mio petto, nella posizione della “gallina che cova”, e mi sembravano la trama di un tessuto. Non c’è che dire, la convivenza sta’ procedendo nel migliore dei modi.

Viaggio alla ricerca dei mobili

Oggi pomeriggio sono andata con Ale a guardare in giro per i mobili della casina. Destinazione Mondo Convenienza vicino a Bologna.
Il giro è stato produttivo, non abbiamo comprato nulla ma ci siamo fatti un’idea. Hanno veramente della bella roba.
Al ritorno volevamo cercare una libreria ma abbiamo rinunciato, non riuscivamo a trovarla. Il giro ha confermato quello che penso di Bologna. Non me ne voglia nessuno, ma a me non piace. È troppo trafficata e mi mette ansia e depressione.
All’uscita dall’autostrada abbiamo avuto un’avventura al casello: la macchina per dare i biglietti si è rotta quindi tutti a fare retromarcia e cambiare fila, non prima di aver perso un quarto d’ora buono aspettando che le cose riprendessero a funzionare. Alla fine han chiuso quel casello.
E stasera si esce a cena. Cinese. Evvaii! !!