Picci

Prima sono scesa nella mia casina a sbrigare delle incombenze. Come al solito mi ha accolto il mio scoramento nel pensare al parquet che deve essere sistemato perché possa ordinare i mobili ed iniziare a mettere a posto. Ma mi ha accolto anche qualcun altro. Picci.
Ora è il mio gatto, ma prima apparteneva a Carla e a dirla tutta non andavamo poi così d’accordo. Era abbastanza selvatico, non si lasciava toccare, faceva gli agguati ai piedi e se lo guardavi negli occhi ti saltava addosso. Aveva anche la curiosa abitudine di sparire, a volte per giorni, in cima all’armadio, tanto che con Carla scherzavo sul fatto che avesse trovato il passaggio per Narnia.
Quindi è con un po’ di trepidazione che ho iniziato questa convivenza, non essendo convinta di come si sarebbe sviluppata.
C’è da dire che da quando è mio si è completamente trasformato: mangia un sacco, è diventato coccoloso, si lascia fare di tutto, le fusa sono costanti ed è un piacere guardarlo nei suoi splendidi occhi azzurri. Prima li ammiravo, mentre era bello spaparanzato sul mio petto, nella posizione della “gallina che cova”, e mi sembravano la trama di un tessuto. Non c’è che dire, la convivenza sta’ procedendo nel migliore dei modi.

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