Taccuino di racconti sparsi

Fra le macerie del quartiere c’era una ragazza che saltava, giocando ad uno strano Mondo senza caselle. I suoi vestiti erano un’accozzaglia di materiali: una gonna lunga di pelle marrone e una strana pelliccia di un indefinito animale (o animali) che la ricopriva fino a metà vita. Ad ogni salto ripeteva una strana filastrocca :

Whip, whip

Run me like a racehorse
Pull me like a ripcord
Break me down and build me up
I wanna be the slip, slip
Word upon your lip, lip
Letter that you rip, rip
Break me down and build me up
Il suo gioco ipnotizzante sembrava non avere mai fine.

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