Avventura post ferie

Venerdì mattina mi è venuto il fuoco di sant’antonio, un herpes. Non sapevo che chi ha avuto la varicella è soggetto ad episodi di questo tipo. Il virus si nasconde nei nervi e nel sistema nervoso, rimane silenzioso per anni (anche per sempre) oppure si risveglia provocando episodi di questo tipo anche con dolori articolari.

Fortunatamente a me sono venute solo macchie nel torace tipo varicella. Naturalmente ho subito avvisato la neurologa (beato sia whatssapp), non mi era mai capitato quindi non mi sarei mai immaginata che la profilassi (terapia antivirale e crema più un’altra pastiglia) fosse urgente.

Naturalmente le cose succedono sempre nel weekend….Quindi adesso sono quì ad aspettare la consulenza dermatologica dopo aver fatto i prelievi (ho sospeso la cura per la sclerosi multipla per questa cosa). Hanno detto di armarsi di santa pazienza perchè c’è molta gente. E noi con pazienza aspettiamo. Oggi è il primo giorno dopo le mie ferie. Preferivo andare al lavoro…..😑😑😑

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Le novitá di Cona (la casa che rende pazzi)

All’ospedale di Cona ci sono delle novità che naturalmente rendono più difficile il transito all’interno.
Stanno cambiando la segnaletica provvisoria con quella definitiva (per il momento solo nel pezzo iniziale del settore 2 da quello che ho visto) e il transito delle persone risulta complicato.
Hanno cambiato l’ingresso (si entra dal bar per il momento, sul lato destro dello stabile) e c’è da prendere un ascensore per salire al piano 1. La gente si guarda intorno persa e un tantino incazzata, una dottoressa mi ha detto che la settimana scorsa è bastato che andasse alle macchinette del caffè per trovare tutto chiuso al ritorno.
È proprio vero, la casa che rende pazzi non delude mai!

L’ appuntamento mancato e riflessioni sull’ ascensore.

Oggi avevo una visita all’ Ospedale di Cona. Siccome la mia mattinata e’ notoriamente abbastanza noiosa, il karma ha deciso di aggiungerci quel non so che di imprevisto.
La sudetta visita era stata prenotata un mese fa con largo anticipo. Evidentemente non sufficiente dal momento che le infermiere si sono dimenticate di segnarmi in agenda. In questo modo la mia mattinata e’ passata allegramente in sala d’ attesa, permettendomi di vedere che adesso la richiesta di elemosine da parte degli zingari viene fatta anche nelle sale d’ attesa degli ospedali, con tanto di foglietti con richiesta scritta, dove viene motivata la richiesta a causa della malattia di un bambino che richiede cure costose, ovviamente. Neanche a dire che qualcuno i soldi li ha dati. D’ altra parte non puoi cacciare qualcuno dalla saletta d’ attesa di un ospedale. Piu’ pubblico di quello….
Dopo che la dottoressa mi ha dato un secondo appuntamento, ho imbocato la via dell’ ascensore, dove ho maturato la seguente rifessione: da piccola mi hanno insegnato che quando si attende l’ ascensore e’ meglio mettersi di lato. Infatti, oltre a garantire l’uscita scorrevole di chi e’ all’interno, in questo modo si evita di essere travolti. Permettete di aggiungere un postilla. Non si evita solo di essere travolti se si e’ ALL’ ESTERNO, ma anche nel caso si sia ALL’ INTERNO. Le persone infatti appena i aprono le porte entrano tipo caterpillar, fregandosene altamente di chi esce, oppure rimangono fermi inchiodati sul posto, limitandoti nei movimenti cosa che per me e’ un problema. La riflessione e’ la seguente: ma fanno multa a stare lontani? Cazzo fatemi uscire! Mica lo voglio occupare in eterno l’ ascensore! Sto’ valutando l’idea di uscire con il pugno teso. O si spostano o si prendono una papagna sul naso…