Pirla di saggezza del giorno

Sono come il Genio della lampada: “immensi poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”

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Taccuino di racconti sparsi

Fra le macerie del quartiere c’era una ragazza che saltava, giocando ad uno strano Mondo senza caselle. I suoi vestiti erano un’accozzaglia di materiali: una gonna lunga di pelle marrone e una strana pelliccia di un indefinito animale (o animali) che la ricopriva fino a metà vita. Ad ogni salto ripeteva una strana filastrocca :

Whip, whip

Run me like a racehorse
Pull me like a ripcord
Break me down and build me up
I wanna be the slip, slip
Word upon your lip, lip
Letter that you rip, rip
Break me down and build me up
Il suo gioco ipnotizzante sembrava non avere mai fine.

#ioelapausadaunlibro

“Arriva la corte!” Tutti si alzarono in segno di rispetto. Sono un po’ nervosa. Ok, tanto tantissimo nervosa. Mi guardo intorno e vedo le facce di giuria e pubblico. Torvo. Ahia, non cominciamo bene. So già come finirà questa storia.  

L’avvocato della difesa si alza. Lo guardo bene. Mi ricorda qualcuno. Sui 30 anni, alto magro aria dolce e gentile….ma si! Benjamin Malaussene!! Cavolo perchè proprio lui???

Giro la testa verso il MIO di avvocato. Don Abbondio. Versione televisiva del Trio.
……dopo ore e ore di deposizione l’avvocato Malaussene fà finalmente l’arringa finale: “come possiamo, signore e signori della giuria, ignorare la delusione e la disperazione di questi personaggi, che sono stati costretti dall’insaziabile bibliofagia dell’imputata, ad interrompere la loro storia nel bel mezzo dell’atteso finale?”

Silenzio, sospiri e lacrime. Da giuria e pubblico. Il mio avvocato ha iniziato a sorridere in modo ebete.

Il giudice batte il martelletto. La Sentenza. ” Per alti crimini nei confronti di personaggi dei romanzi, obbligo l’imputata a finire TUTTI i libri che inizia!!”

Ma sarà poi una vera punizione??

Storie del ritorno

Prima tornavo in macchina con i miei e ho assistito ad una scena che potrebbe essere benissimo l’inizio di una storia. Una mamma di colore che nel caldo soffocante della sera giocava con la figlia nel cortile del supermercato Eurospin, sotto la luce dei neon accesi all’interno. Il fatto che il supermercato sia nella trafficata Porta Catena me lo ha fatto sembrare adattissimo alle pagine di un libro.

Ricordi 4/01/2017

Passare in macchina e vedere la casa di due signori anziani ormai tutta diroccata.

Passavo sempre con mio nonno in bici da bambina, i signori avevano un cagnolino e io lo accarezzavo. Era Il Mio Amico Cane. Era tutta campagna e adesso sono condomini e una casa di riposo. La casa diroccata sembra dispersa in posto non suo.

Mentre vedendo pensavo questo e mi ricordavo del nonno per radio stavano passando “Knoking on Heaven’s door”. 

I “giochi del destino” della mia adolescenza

Oggi mentre tornavo dal lavoro in macchina davanti a me c’era una vettura con la targa vecchia, quelle che avevano la sigla della provincia e tutti i numeri. Gli ultimi 3 numeri erano uguali e questo mi ha fatto tornare in mente i giochi della mia adolescenza sul “destino amoroso”. Eccoli:

  • Le targhe (con quelle vecchie, ma penso che anche con le nuove possa andare). Se gli ultimi numeri finiscono con: 11 pensa a qualcuno, 22 pensi a lui, 33 pensa a te, 44 amore matto, 55 amore finge, 66 pensa a lei, 77 corna mette, 88 amore cotto, 99 dichiarazione, 3 numeri uguali esprimi un desiderio
  • Quando passavano gli aeroplani e lasciavano la coda di condensa: se lo vedi per primo,qualcuno mi ama; per secondo, qualcuno mi pensa; per ultimo, qualcuno mi odia
  • Le linguette di lattina: la torcevi con le dita dicendo l’alfabeto e quando si staccava, la lettera che risultava era l’iniziale del nome del tuo futuro ragazzo

Inutile dire che nel mio caso particolare non ha mai funzionato e la persona del mio cuore rimaneva dove stava. Ma se volete provare perchè no? 😉