I gatti di oggi

Dando da mangiare a Picci e sentendo l’odore della sua scatoletta, mi sono tornati in mente quei giorni in cui, alle elementari, mi prendevo cura della ‘nostra’ gatta di strada Bibi.
Ero molto contenta, per me era una cosa strana e bella avere un quasi gatto mio e vedere come lei miagolasse e si strusciasse contenta, aspettando e poi mangiare con gusto il cibo che le davo fosse una scatoletta o roba presa dal macellaio.
I gatti di adesso sono purtroppo molto schizzinosi. Non gli piacciono più le cose di una volta. Annusano con aria schifata e poi fanno con la zampina il gesto del coprire.
Tutto questo con Bibi non sarebbe certamente successo!

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Quello che sto facendo

Oggi è tornato il sole. Approfittando della bella giornata….non sono uscita, ma in compenso ho iniziato a ritagliare gli articoli che mi interessano dalle riviste, sul tavolo della mia casina.
Il tutto mentre Picci miagolava (aveva fame, cambio di scatoletta perché non gli aggradava) e la radio suonava.
Ah, ho pulito la doccia, vedremo se fa la pipi’ li dentro. Vi terrò aggiornati.

Picci

Prima sono scesa nella mia casina a sbrigare delle incombenze. Come al solito mi ha accolto il mio scoramento nel pensare al parquet che deve essere sistemato perché possa ordinare i mobili ed iniziare a mettere a posto. Ma mi ha accolto anche qualcun altro. Picci.
Ora è il mio gatto, ma prima apparteneva a Carla e a dirla tutta non andavamo poi così d’accordo. Era abbastanza selvatico, non si lasciava toccare, faceva gli agguati ai piedi e se lo guardavi negli occhi ti saltava addosso. Aveva anche la curiosa abitudine di sparire, a volte per giorni, in cima all’armadio, tanto che con Carla scherzavo sul fatto che avesse trovato il passaggio per Narnia.
Quindi è con un po’ di trepidazione che ho iniziato questa convivenza, non essendo convinta di come si sarebbe sviluppata.
C’è da dire che da quando è mio si è completamente trasformato: mangia un sacco, è diventato coccoloso, si lascia fare di tutto, le fusa sono costanti ed è un piacere guardarlo nei suoi splendidi occhi azzurri. Prima li ammiravo, mentre era bello spaparanzato sul mio petto, nella posizione della “gallina che cova”, e mi sembravano la trama di un tessuto. Non c’è che dire, la convivenza sta’ procedendo nel migliore dei modi.